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Invictus a Varese: quando Verdi incontra Haydn, Márquez si intrufola alla festa e il pubblico perde la testa (spoiler: standing ovation inevitabile)

  • Immagine del redattore: Masolino Ensemble
    Masolino Ensemble
  • 22 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 apr

C’è qualcosa di profondamente sospetto quando un concerto di musica classica riesce a far dimenticare al pubblico l’ora, il telefono e persino la postura composta da chiesa.

E no, non è un miracolo liturgico: è quello che è successo il 18 aprile 2026 a Varese, nella Chiesa dei Frati Cappuccini, quando Masolino Ensemble ha deciso di inaugurare la sua stagione con un titolo che è tutto un programma: Invictus. Traduzione libera?

Preparatevi, perché qui non si esce indenni.


Invictus a Varese: quando Verdi incontra Haydn, Márquez si intrufola alla festa e il pubblico perde la testa (spoiler: standing ovation inevitabile)

E infatti.

Più di cento musicisti tra orchestra e coro una piccola città sonora si sono stretti sotto la direzione di Matteo Madella, che ha guidato questo colosso musicale con la calma di chi sa esattamente quando scatenare il caos (controllato ovviamente). Il risultato? Un’esperienza che ha fatto sembrare la parola “concerto” quasi riduttiva.


Il programma era già di per sé una dichiarazione d’intenti: aprire con l’Ouverture del Nabucco di Verdi è un po’ come entrare in scena sfondando la porta e sì,

il pubblico ha capito subito che non sarebbe stata una serata qualsiasi.

Poi Haydn, con la sua Missa in Angustiis, che tradotto suona come “messa nei momenti difficili”, ma che in realtà si è rivelata una gigantesca macchina emotiva capace di far vibrare anche i più stoici.

E infine, perché non aggiungere un tocco di imprevedibilità?

Ecco il Danzón n. 2 di Márquez, che arriva elegante e sinuoso a ricordare che la musica classica non è un museo, ma un organismo vivo che respira, balla e sorpresa sa anche divertirsi.


Il pubblico? Numeroso, attento, e decisamente coinvolto.

Non quella partecipazione educata da applauso di routine, ma un’energia palpabile, quasi elettrica, che si è trasformata in una standing ovation finale di quelle che non si concedono per cortesia.

Qui era meritata, punto.


E poi c’è il dettaglio che rende tutto ancora più interessante: questa non è un’élite musicale chiusa in una torre d’avorio.

I concerti del Masolino Ensemble sono gratuiti. Gratis. In un mondo dove anche l’aria sembra avere un prezzo, questa scelta suona quasi rivoluzionaria. Democratica, inclusiva, e diciamolo potentemente intelligente.


Un ringraziamento ai Frati Cappuccini di Varese è d’obbligo, perché la location non è stata solo uno sfondo, ma parte integrante dell’esperienza: uno spazio che amplifica, accoglie e restituisce la musica con una profondità che nessuna sala iper-tecnologica può imitare davvero.


E adesso? Se pensate che fosse solo un fuoco di paglia, vi conviene ricredervi. Il prossimo appuntamento è già fissato: 8 maggio 2026, Chiesa di San Martino a Malnate.

Se Invictus era l’inizio, viene spontaneo chiedersi:

quanto in alto può arrivare questa stagione?


Spoiler numero due: probabilmente più di quanto vi aspettate.

 

 
 
 

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