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Sinopoli è tornato (e non è nostalgia): il festival che ribalta tutto quello che credevi sulla musica classica

  • Immagine del redattore: Masolino Ensemble
    Masolino Ensemble
  • 22 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Dimentica la solita commemorazione polverosa, il concerto con applauso educato e uscita in punta di piedi. Qui succede altro. Qui si riapre un cervello musicale complesso, inquieto, brillante. Qui si parla di Giuseppe Sinopoli come si dovrebbe sempre fare: senza imbalsamarlo.


Sinopoli è tornato (e non è nostalgia): il festival che ribalta tutto quello che credevi sulla musica classica

A venticinque anni dalla sua scomparsa nasce Sinopoliana, e no, non è l’ennesima celebrazione per addetti ai lavori. È un esperimento culturale diffuso, una specie di festival nomade che attraversa città, idee e linguaggi. Berlino, Dresda, Roma, Venezia: non una geografia casuale, ma una mappa emotiva e intellettuale che segue le tracce di un artista che non è mai stato “solo” un direttore.


Perché Sinopoli non era uno che si accontentava di dirigere. Era uno che scavava. Dentro le partiture, dentro la storia, dentro la mente.


E infatti questo progetto non vuole semplicemente ricordarlo. Vuole rimetterlo in discussione. Che è molto più interessante.


Si parte il 20 aprile a Berlino, nel giorno esatto della sua morte. Location: Meistersaal. Titolo del concerto: “Foglie che il vento non tocca”. Già qui si capisce che il tono non sarà convenzionale. Il programma accosta il Sinopoli compositore a universi affini e amati — Mahler, Berg, Busoni — senza gerarchie, senza nostalgia facile. Un dialogo, non un altare.


Poi il viaggio continua. Il 29 giugno, sempre a Berlino, musica da camera alla Deutsche Oper: più intimo, più ravvicinato, più pericoloso. A Dresda, invece, il 29 settembre, si cambia completamente atmosfera: jazz. Sì, jazz. Marco Sinopoli mette in cortocircuito Ravel e l’improvvisazione contemporanea. Se ti sembra strano, probabilmente è proprio il punto.


Ottobre porta un altro scossone: la Philharmonia Orchestra di Londra arriva alla Philharmonie di Berlino con un programma dedicato al “capitolo inglese” della carriera del Maestro. Un pezzo di storia spesso trascurato, riportato qui con tutta la sua complessità.


Ma Sinopoliana non si ferma alla musica. E meno male. Ci sono immagini, parole, archivi. Una mostra fotografica che viaggia tra Roma e Berlino, e poi Venezia, dove tutto si chiude — o forse si riapre — a novembre, al Teatro La Fenice. Conferenza finale e concerto sinfonico nello stesso luogo dove tutto era iniziato per lui. Cerchio che si chiude? No. Cerchio che si espande.


Dietro le quinte, un intreccio istituzionale importante: Ministero per lo Sport e i Giovani, Ministero degli Affari Esteri, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, partner come Bertelsmann e Archivio Storico Ricordi. Ma la vera domanda è: questa macchina serve a celebrare o a risvegliare?


La risposta sta nel progetto stesso. Sinopoliana non ti chiede di ricordare. Ti costringe a riconsiderare.


E forse è proprio questo che rende tutto così poco “classico” e tremendamente necessario.

 
 
 

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