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Come l’esperienza della musica ci fa bene e ci colma di bellezza

  • Dott.ssa Flaminia Corti
  • 16 giu
  • Tempo di lettura: 3 min
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Ultimamente incontro un numero crescente di persone preoccupate, stressate, a volte tristi o depresse quindi ho pensato di dedicare questo articolo ad un tema che mi sta molto a cuore, nella speranza che possa non solo soddisfare una curiosità di tipo culturale ma anche essere di qualche utilità.


Come l’esperienza della musica ci fa bene e ci colma di bellezza

L’esperienza della bellezza artistica, come ben noto, è alla base delle varie forme di arteterapia che concorrono alla cura del disagio psicologico o psichiatrico ma tengo a sottolineare che è esperienza comunque indispensabile ad ogni persona, perché risponde a un’esigenza profonda dell’anima.


La musica in particolare ha una grande potenzialità comunicativa che va oltre i codici linguistici, favorisce l’empatia, la regolazione di stati fisici e mentali, lo sviluppo di capacità cognitive come l’immaginazione, la memoria e la comunicazione non verbale.


Come sostiene Antonio Montinaro nel suo interessantissimo libro “Musica e cervello – Mito e Scienza” del 2017, “La musica è in grado di evocare e stimolare nell’individuo una serie di reazioni il cui fine, la cui tensione ultima è quella di avvicinarci a qualcosa di assoluto, di appagarci, di redimerci, sia pure per un istante dal nostro straordinario senso di incompletezza. Il grande potere della musica è proprio quello di mettere in relazione finito ed infinito (la stessa dicotomia che alcuni definiscono corpo-anima e altri natura-cultura) facendoli danzare attorno a un tempo storico e psichico qual è la vita”.


Scusate la citazione ma come esprimere meglio questi concetti se non con le parole di questo grande neurochirurgo appassionato di musica?


Fin dai tempi più antichi la musica ha esercitato un potere rasserenante, con riscontri anche nella Bibbia e mentre Aristotele considerava l’effetto catartico della musica nel liberare l’uomo da emozioni eccessive e pericolose, Pitagora riteneva che la musica ricomponesse l’armonia turbata dell’anima curando stati depressivi o placando emozioni violente.


Riguardo all’ascolto bisogna tenere presente che a seconda del tipo di musica, si ottengono

sensazioni psicologiche differenti: toni più acuti e rapidi tendono a trasmettere emozioni come gioia ed entusiasmo mentre la tonalità minore tendenzialmente induce emozioni come tristezza e nostalgia; la musica tonale, che presenta una struttura armonica chiara e predittiva, risulta rilassante mentre la musica atonale, con frequenti dissonanze, induce una stato di ansietà, come dimostrato da studi scientifici; è stato inoltre dimostrato in ambito clinico che la musica migliora la precisione dei movimenti fini, la deambulazione, il controllo della postura oltre al benessere affettivo ed al comportamento in persone affette dal morbo di Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla o patologie che coinvolgono la sfera relazionale come l’Autismo.


Numerosi studi hanno dimostrato che le musiche di Mozart e di Strauss riducono la pressione, la frequenza cardiaca e addirittura la concentrazione dei lipidi ematici; musica rilassante come l’Adagio della Nona Sinfonia di Beethoven riduce l’ansia anche in pazienti in fase pre o post-operatoria e così il “Va pensiero” dal Nabucco di Verdi o il “Nessun dorma “dalla Turandot di Puccini.


L’ascolto della musica preferita può contribuire al risveglio dal coma e, in malati di Alzheimer, può far recuperare sprazzi di memoria autobiografica.


Il benessere emotivo, il senso di appartenenza e l’inserimento sociale così come momenti di umore deflesso possono essere migliorati dalla polifonia nel canto corale che ha il potere di “mettere in attesa” preoccupazioni e turbamenti.


Concludo ringraziando per l’esperienza che sto facendo come corista del Masolino Ensemble, esperienza che mi consente di godere doppiamente della musica, sia come ascoltatrice che come esecutrice.

Non è raro che si raggiunga la Flow Esperience, uno stato di concentrazione,

gratificazione e benessere gioioso; a volte si arriva alle prove o ai concerti stanchi e si torna a casa come ricaricati di energia.


So perfettamente quale ne sia la causa ma parlerò di neurotrasmettitori come la dopamina e di neuroscienze magari in un prossimo articolo.


Tengo a segnalare che Masolino Ensemble cerca sempre voci nuove e in questo momento

soprattutto tenori e bassi…non siate timidi, non privatevi di tutto questo e fatevi avanti.


Dott.ssa Flaminia Corti, psicologa

 
 
 

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