In Sicilia stanno trasformando un’area archeologica in un palco sotto le stelle: e il risultato è molto più folle del solito festival estivo
- Masolino Ensemble

- 29 mag
- Tempo di lettura: 3 min
C’è chi d’estate apre lidi, chi organizza sagre infinite della salsiccia e chi, invece, decide di infilare jazz, teatro, archeologia, Beatles, Montalbano e musica barocca dentro uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Trapani.
E no, sorprendentemente non è il trailer di una serie Netflix girata male.
A Partanna, in Sicilia, torna il Festival “Musiche e Parole”, e stavolta il programma sembra scritto da qualcuno che ha lanciato dadi culturali sul tavolo dicendo: “Facciamolo davvero”.
Dal 23 luglio al 6 settembre l’Area archeologica di Contrada Stretto gestita dalla Fondazione Sebastiano Tusa smette di essere soltanto un luogo da visitare in silenzio facendo “mmm interessante” davanti alle pietre antiche, e diventa un gigantesco laboratorio culturale all’aperto.
Il punto forte? Non prova a sembrare “giovane” in modo disperato.
Niente dj set con nomi impronunciabili alle 3 del mattino. Niente festival fotocopia costruiti per Instagram. Qui si passa con una naturalezza quasi disarmante da Andrea Camilleri ai Beatles reinterpretati in chiave jazz, da Emilio Isgrò al teatro civile, fino alle arie barocche.
Una specie di cortocircuito culturale siciliano che, incredibilmente, ha senso.

Montalbano apre le danze
Il via sarà affidato il 23 luglio a Olivia Sellerio con “Zara Zabara”, il progetto musicale legato all’universo di Montalbano e al centenario della nascita di Andrea Camilleri.
Tradotto: Sicilia profonda, Mediterraneo, folk, suggestioni internazionali e quella malinconia elegante che solo certe storie siciliane riescono ad avere senza diventare caricature turistiche.
Il giorno dopo si cambia completamente atmosfera con l’Orchestra Sinfonica Siciliana: Gershwin, Bernstein, musical americani e jazz colto dentro un’area archeologica.
Sì, detta così sembra una combinazione uscita da un algoritmo impazzito.
Eppure funziona.
Il vero colpo di scena? Qui si viene anche per pensare
La parte più interessante del festival, però, è forse quella che molti eventi fingono di avere e raramente possiedono davvero: il contenuto.
Non solo concerti, ma incontri, dialoghi, visite guidate e confronti con artisti e studiosi.
Il pubblico non viene trattato come una folla da intrattenere e basta, ma come qualcuno a cui si può ancora proporre qualcosa di più ambizioso di un selfie sotto un palco.
Nel ciclo “Assonanze contemporanee” si alterneranno figure come Bruno Corà, Emilio Isgrò e Marck Art, mentre archeologi e studiosi accompagneranno i visitatori dentro un viaggio che parte dalla preistoria e arriva all’arte contemporanea.
Che, detta brutalmente, è una cosa rarissima nei festival italiani: usare davvero il territorio invece di appiccicargli sopra un palco.
Beatles, beatbox e canzone d’autore: qui il programma non ha paura di mischiare tutto
L’8 agosto arriverà il duo formato da Daniela Spalletta e Glauco Venier con una reinterpretazione dei Beatles in chiave jazz e improvvisazione.
Il 21 agosto toccherà invece ai SeiOttavi, ensemble vocale amatissimo per le loro performance completamente a cappella, capaci di passare da Battiato a De André usando soltanto le voci, il beatbox e una precisione quasi chirurgica.
E poi teatro.
Il 24 agosto andrà in scena “Le mille bolle blu”, spettacolo scritto da Salvatore Rizzo e interpretato da Filippo Luna: una storia d’amore omosessuale nella Palermo degli anni Sessanta, raccontata senza filtri folkloristici e senza scorciatoie retoriche.
Una scelta che dice molto sull’identità del festival: popolare ma non banale, accessibile ma non superficiale.
La vera scommessa? Ridare centralità alla Sicilia che produce cultura, non solo cartoline
Dietro tutto questo c’è anche un’idea precisa: trasformare Partanna e l’Area archeologica di Contrada Stretto in un punto di riferimento culturale stabile.
Non il classico evento “mordi e fuggi” da calendario estivo, ma un tentativo concreto di creare un’identità culturale forte attorno a un luogo spesso fuori dai grandi circuiti turistici.
Ed è forse questo il dettaglio più interessante.
Perché mentre molte realtà italiane rincorrono modelli già visti, qui si prova a fare qualcosa di diverso: usare la cultura non come decorazione, ma come motore del territorio.
E in tempi di festival tutti uguali, è quasi rivoluzionario.
Quando e dove
Il Festival “Musiche e Parole” si svolgerà dal 23 luglio al 6 settembre a Partanna, in provincia di Trapani.
Gli eventi principali si terranno nell’Area archeologica di Contrada Stretto, mentre il concerto finale dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori sarà ospitato nella Chiesa Madre della città.
Visite guidate, incontri e conferenze saranno gratuiti.
Biglietti e abbonamenti disponibili online e nei circuiti autorizzati.





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